Frequentavo la scuola materna e già coltivavo in me la passione per il disegno e per la musica.
Ricordo i miei sogni da bambino: da grande voglio fare il pittore!
Frequentavo la scuola materna e già coltivavo in me la passione per il disegno e per la musica.
Ricordo i miei sogni da bambino: da grande voglio fare il pittore!
Così è iniziata la storia della mia vita, aggrappato al desiderio di fare della mia esistenza un’opera d’arte.
Crescendo, mi sono interessato a tutto ciò che si poteva realizzare con le mani: il disegno, la scultura, suonare uno strumento. Mi sono appassionato a quel mondo incantevole e sterminato che si chiama ARTE. Ripenso a me giovanissimo, intento a osservare i dipinti dei Fiamminghi, in particolare quelli di Van Eyck, degli Impressionisti del calibro di Renoir, Degas, Van Gogh, per non parlare del fascino che suscitavano in me il genio di Leonardo e di Raffaello, la potenza di Michelangelo, le cui sculture e la fama ancora oggi mi commuovono.
Sarei dovuto diventare un pittore, la mia strada era segnata.
Con il continuo, tenace e prolungato esercizio delle arti pittoriche sono stato capace di creare, grazie alla fantasia, tutto quello che immaginavo.
Negli anni ‘70 ho frequentato l’Istituto d’Arte a Udine, conseguendo il diploma di “Maestro d’Arte”; ho studiato e imparato le tecniche di disegno e pittura con acrilico, tempera, acquerello e le tecniche miste su intonaco fresco, ad eccezione di quella dell’affresco.
La pittura a olio al tempo non veniva insegnata all’Istituto d’Arte, perciò, per apprenderne la metodologia, consultavo i manuali di Gino Piva, “La tecnica del disegno e della pittura a olio”, e quello del Nicodemi, uno dei più idonei allo studio e all’ottimizzazione dei procedimenti di pittura.
Così è iniziata la storia della mia vita, aggrappato al desiderio di fare della mia esistenza un’opera d’arte.
Crescendo, mi sono interessato a tutto ciò che si poteva realizzare con le mani: il disegno, la scultura, suonare uno strumento. Mi sono appassionato a quel mondo incantevole e sterminato che si chiama ARTE. Ripenso a me giovanissimo, intento a osservare i dipinti dei Fiamminghi, in particolare quelli di Van Eyck, degli Impressionisti del calibro di Renoir, Degas, Van Gogh, per non parlare del fascino che suscitavano in me il genio di Leonardo e di Raffaello, la potenza di Michelangelo, le cui sculture e la fama ancora oggi mi commuovono.
Sarei dovuto diventare un pittore, la mia strada era segnata.
Negli anni ‘70 ho frequentato l’Istituto d’Arte a Udine, conseguendo il diploma di “Maestro d’Arte”; ho studiato e imparato le tecniche di disegno e pittura con acrilico, tempera, acquerello e le tecniche miste su intonaco fresco, ad eccezione di quella dell’affresco.
La pittura a olio al tempo non veniva insegnata all’Istituto d’Arte, perciò, per apprenderne la metodologia, consultavo i manuali di Gino Piva, “La tecnica del disegno e della pittura a olio”, e quello del Nicodemi, uno dei più idonei allo studio e all’ottimizzazione dei procedimenti di pittura.
Con il continuo, tenace e prolungato esercizio delle arti pittoriche sono stato capace di creare, grazie alla fantasia, tutto quello che immaginavo.

All’età di diciassette anni, per l’inaugurazione di una galleria d’arte a Udine, mi è stata commissionata una mostra personale in cui ho esposto una decina di lavori assieme a un caro amico di scuola.
L’esperienza è stata un successo al punto tale che tutti i quadri, tranne due che ho tenuto per me, sono stati venduti.
Quegli anni sono stati indimenticabili, la scuola mi ha arricchito, mi ha dato la possibilità di iniziare un cammino di vita colmo di emozioni che ancora oggi mi vede impegnato.
È forte in me il riconoscimento e l’affetto nei confronti di quegli insegnanti che mi hanno trasmesso l’amore per l’arte.
Negli anni a seguire sono aumentate a dismisura le commissioni di disegni e dipinti da parte dei privati: nature morte, paesaggi e ritratti erano i soggetti preferiti.
La mia passione era ormai diventata la mia professione.

All’età di trentacinque anni, anche se pienamente gratificato da tanto interesse, frustrato dalle continue e incessanti richieste di quadri, si è manifestata in me la necessità di disegnare e dipingere per il solo piacere personale; così ho deciso di interrompere la mia attività di pittore su commissione per intraprendere il lavoro di disegnatore presso una casa editrice cartografica, garantendomi una indipendenza economica, ma continuando, nel tempo libero, a coltivare con serenità la mia passione per l’arte.
Ancora oggi mi diverto a disegnare con penna o matita su carta bianca, tecnica che amo, forse ancor più della pittura.
La mia passione era ormai diventata la mia professione.
Negli anni a seguire sono aumentate a dismisura le commissioni di disegni e dipinti da parte dei privati: nature morte, paesaggi e ritratti erano i soggetti preferiti.

All’età di trentacinque anni, anche se pienamente gratificato da tanto interesse, frustrato dalle continue e incessanti richieste di quadri, si è manifestata in me la necessità di disegnare e dipingere per il solo piacere personale; così ho deciso di interrompere la mia attività di pittore su commissione per intraprendere il lavoro di disegnatore presso una casa editrice cartografica, garantendomi una indipendenza economica, ma continuando, nel tempo libero, a coltivare con serenità la mia passione per l’arte.
Ancora oggi mi diverto a disegnare con penna o matita su carta bianca, tecnica che amo, forse ancor più della pittura.